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La minaccia Coronavirus è il tema principale di tutti i media che, oltre alla paura ed al panico, sta creando anche tante domande tra le persone. Una di queste è sicuramente quella relativa al funzionamento del tampone per verificare il contagio, in cosa consiste e se è una procedura dolorosa.

Tampone faringeo

Prima di tutto bisogna chiarire che cos’è questo #tampone che si sente spesso in TV relativamente all’emergenza #coronavirus. Il tampone faringeo è uno strumento che serve per verificare il contagio da coronavirus, in particolare, si tratta di un test che permette di analizzare la mucosa della faringe. Tramite il tampone vengono raccolti nel cavo orale i campioni nei quali poi saranno cercate le copie delle particelle del virus.

Coronavirus: come funziona il tampone per verificare il contagio?

Il tampone faringeo ha l’aspetto simile a quello di un cotton fioc, ovvero un bastoncino con un’estremità ricoperta di cotone.

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Il tampone è doloroso?

Assolutamente no, il #tampone viene introdotto nel cavo orale del paziente ed in pochi secondi muco e saliva vengono prelevati. Non è doloroso ed è una procedura rapida, si può avere una sensazione di leggero fastidio ma nulla più.

Come avvengono le analisi?

Subito dopo il prelievo di muco e saliva, il tampone viene immerso in un gel all’interno di un contenitore ad hoc, conservato a +4°C ed inviato ad uno dei laboratori di #virologia specializzati per la ricerca del coronavirus. In Italia sono 3 gli ospedali specializzati in questo tipo di analisi: Spallanzani di Roma, Sacco di Milano e San Matteo di Pavia. Qui i tecnici analizzano il campione per cercare eventuali porzioni di codice genetico del coronavirus. Se l’analisi del tampone da esito positivo, il protocollo prevede una seconda verifica che può confermare in modo definitivo il contagio.

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