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Non si sente più parlare del pilota Casey Stoner. Che fine ha fatto Casey Stoner? Se lo stanno chiedendo molti appassionati di motori, in particlare di quelli a due ruote. In quest’articolo faremo un pò di chiarezza su Casey Stoner e sulla sua vita dopo le sue straordinarie imprese in Moto GP.

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Il due volte campione della Moto GP, Casey Stoner ha deciso di abbandonare le corse, per motivi familiari all’età di soli 27 anni. Un’età davvero troppo giovane per un pilota, che in ogni caso ha avuto una carriera brillante segnata da tante vittorie ma purtroppo anche da molti misteri. Per questo motivo Casey può essere considerato forse il più grande mistero della MotoGp.

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L’Italia lo ricorda sicuramente in modo positivo, infatti è stato l’australiano a regalare a Ducati l’unico titolo nella classe regina nel 2007, portando alla vittoria una moto che nessun altro riusciva a guidare.

Nel 2011 accettò le lusinghe della Honda e mise in cassaforte un altro titolo, l’anno successivo decise di ritirarsi a fine campionato. Aveva solo 27 anni e rifiutò un ingaggio di 12 milioni di euro a stagione. Non gli interessava più lo stress che comportava il motomondiale, voleva godersi la vita e fare il papà.

Eppure Casey proprio ultimamente è tornato in pista, ma purtroppo per lui non è stato un rientro come voleva.
Era sembrato che Casey Stoner l’avesse combinata grossa, invece  è stata la Honda a tradire lui. Il gran ritorno doveva essere il jolly Honda per sbancare la 8 Ore di Suzuka e battere l’ambiziosa Yamaha, invece  i piani sono andati in fumo per un terribile incidente dopo cinque giri e mezzo di corsa, appena 32 chilometri.

Dodici ore dopo l’incidente Honda HRC ha ammesso che si è trattato di un problema tecnico, l’acceleratore rimasto aperto di 26 gradi. Comunque un  rientro da incubo 987 giorni dopo il ritiro. Il due volte Mondiale della MotoGP si è fratturato la tibia sinistra e la scapola destra. Ma poteva andargli molto peggio. “Si è bloccato il comando dell’acceleratore” aveva fatto sapere il pilota via Twitter dal centro medico. Shigeki Honda, team manager Honda, inizialmente aveva escluso responsabilità: “Casey stava guidando in maniera aggressiva per migliorare la posizione, la caduta è stata spiacevole.” Nessun cenno a ipotetici problemi.  Poi, in un balletto di comunicati emessi e poi ritirati, la HRC ha finalmente  ammesso che il pilota aveva ragione: il disastro non è stata colpa sua.  Ma adesso potrebbe vacillare  la posizione di Suhei Nakamoto, il capo HRC che ha spinto fortemente per portare Casey alla 8 Ore.

Dopo il rientro traumatico in pista, la mente di Casey sarà ancora più convinta di abbandonare definitivamente le corse. Dall’altra parte invece, ci sono ancora moltissime persone e tanti appassionati di moto che vorrebbero vederlo ancora, magari domando la “pazza” Ducati. Cosa farai ora Casey?

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